Previsioni meteorologiche da medio termine a stagionali
RICHIEDI UNA PREVISIONE METEOROLOGICA SECONDO LE TUE ESIGENZE
Si suole classificare le previsioni meteorologiche per l’estensione dell’area geografica e dell’intervallo temporale. La tabella seguente mostra schematicamente la distinzione usata comunemente per la descrizione e previsione dei principali fenomeni atmosferici:
| Scala temporale | Tipo di previsione | Estensione dell’area geografica | ||||||||
| Scala spaziale | microscala | mesoscala | macroscala | |||||||
| Scala spaziale – secondo livello | gamma (meno di 20 m) |
beta (da 20 m a 200 m) |
alfa (da 200 m a 2 km) |
gamma (da 2 a 40 km) |
beta (da 40 a 100 km) |
alfa (da 100 a 300 km) |
beta (da 300 a 10 mila km) |
alfa (fino a 40 mila km di circonferenza terrestre) |
||
| Tipo di previsione | – | – | locale | provinciale | regionale | nazionale | sinottica o continentale | planetaria o globale | ||
| Estensione dell’intervallo temporale | meno di 1 min | imprevedibile | turbolenze, mulinelli di polvere | |||||||
| 1 min – 1 h | nowcasting “corto” | correnti termiche | temporali a cella singola, tornado | onde di gravità atmosferiche | ||||||
| 1 – 6 ore | nowcasting “lungo” | venti locali | isola di calore urbana, temporali a multicella, supercelle | linea di groppi, sistemi convettivi (MCS) | ||||||
| 6 ore – 5 giorni | breve termine | brezze | disturbi orografici, sistemi nuvolosi | maree, grandi sistemi convettivi (MCS) | tempeste tropicali, uragani | |||||
| 1 – 3 settimane | medio termine | fronti, onde barocliniche | onde lunghe di Rossby | |||||||
| 1 – 2 mesi | lungo termine | teleconnessioni | oscillazioni intrastagionali (MJO) | |||||||
| 2 – 12 mesi | stagionale | anomalie stagionali, monsoni, vortice polare | Spostamenti della ITCZ | |||||||
| 1-2 anni | annuale | ENSO | fluttuazioni climatiche, QBO | |||||||
| oltre 2 anni | climatica | ENSO, oscillazioni termiche oceaniche (AMO, PDO) | cambiamenti climatici | |||||||
Si intuisce come le due scale, quella spaziale e quella temporale, siano correlate e perciò, utilizzando l’una, implicitamente si intende anche l’altra per descrivere e prevedere i fenomeni atmosferici.
Da notare come la differenza tra tempo e clima sia qui espressa gradualmente, attraverso una serie di passaggi, in cui dalla descrizione dello stato atmosferico in un certo momento ed in un preciso luogo (definizione di tempo) si passa alla valutazione della distribuzione degli eventi meteorologici su base mensile, annuale, ventennale o trentennale in aree geografiche omogenee (definizione di clima).
È evidente l’utilità dell’uso combinato dei concetti tempo e clima per inquadrare gli eventi in corso all’interno di una cornice storico-statistica, sebbene in molti (ad esempo certi disinformatori mediatici e vari ingenui creduloni) semplicisticamente si dimentichino di uno dei due elementi o peggio ancora li confondano, tanto da arrivare ad estrapolare conclusioni climatiche da fenomeni meteorologici e viceversa.
Le previsioni meteorologiche di Lungimira si spingono fino ai 6 mesi seguenti e coprono quindi l’intervallo di tempo tipico delle previsioni a medio termine, lungo termine e stagionali. In linea con quanto detto finora tali previsioni non hanno la definizione di quelle a breve termine, ma assumono come unità temporale la decade (10 giorni) e le variabili atmosferiche sono espresse mediante funzioni statistiche (media, mediana, percentili, ecc.). Si tratta di una misura intermedia dello stato dell’atmosfera, tra quello ristretto di tempo e quello esteso di clima, utile per ricavare informazioni importanti riguardo ad un futuro prossimo: è come accendere un radar volando tra le nubi; si puntano gli occhi sullo schermo invece che sulla finestra; lo schermo è molto più piccolo e di minor dettaglio rispetto alla visione dalla finestra, ma ci fa sapere cosa ci viene incontro. In questo caso il “radar” di Lungimira utilizza tutte le principali variabili e gli indici atmosferici a disposizione per formare un quadro dei processi in atto e compararlo con i dati storico-statistici. Il risultato è espresso in termini probabilistici poiché, per la nota legge del caos di Lorenz, pur partendo da rigide condizioni iniziali (condizione di Cauchy), non è possibile determinare il tempo futuro oltre qualche giorno con sufficiente precisione, ma si può quantificare la probabilità di occorrenza dei vari tipi di tempo possibili.
